Sappiamo ormai da tempo che ogni essere appartenente al regno animale ha un suo modo di comunicare. Ogni suono che emette ha una precisa indicazione, che permette agli altri membri della propria specie di trovare il cibo o di stare all’erta da un pericolo imminente.

Un pappagallo, com’è noto, può pronunciare ogni singola parola di un discorso tenuto da Albert Einstein o imitare dei suoni come lo squillo di un telefono.

Nonostante la complessità di linguaggio di tutte le specie animali, nessuna è paragonabile a quella umana. La duttilità del nostro modo di comunicare non ha eguali in nessun’altra specie del regno animale.

La cosa che in pochi sanno è che il nostro linguaggio si è sviluppato a tal punto per un unico scopo: carpire le informazioni sul mondo, in special modo per trasmettere ragguagli riguardanti gli altri uomini. In altre parole il nostro linguaggio si è evoluto per permettere di fare del pettegolezzo: ossia prendere informazioni su altri membri del gruppo e creare comunità più grandi.

La nostra sopravvivenza e la nostra riproduzione sono possibili grazie alla cooperazione sociale. Per permettere questa collaborazione, era necessario prendere informazioni sui membri che costituivano la tribù: chi odia chi, chi dorme con, chi fa affari con, chi è onesto…

Questo accadeva perché il capo tribù doveva sapere di chi si poteva fidare e di chi no, per ampliare il suo rango.

Tutto ciò può far sorridere, ma è per questo che ci viene così naturale spettegolare. È  qualcosa che fa parte della nostra essenza e ci ha permesso lo sviluppo.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere, è una pratica quotidiana che ci permette il passaggio delle informazioni. I cronisti fanno del “pettegolezzo”, ossia riportano a noi, che li ascoltiamo o leggiamo, informazioni riguardanti imbrogli, decisioni o quant’altro di altre persone, per tenerci aggiornati sui fatti che accadono nel mondo.

Il pettegolezzo se rivolto a noi ci fa infuriare, ma se lo si guarda con occhi diversi  ha una particolarità straordinaria che è unica del linguaggio umano:  la capacità di trasmettere cose che non esistono.

Gli altri animali comunicano esclusivamente per trasmettere cose concrete ed utili agli altri membri della comunità: “c’è del cibo” oppure “attenzione c’è un predatore”.
La grande capacità cognitiva che distingue l’uomo dagli altri animali e che gli ha permesso nei secoli di scalare la catena alimentare, passando da una posizione intermedia alla cima, è la capacità di immaginare e di parlare di cose che non esistono.

Questo ha permesso di creare comunità composte da milioni di membri, riunendo e facendo cooperare persone che non si conoscevano, parlando di cose che concretamente non esistono come un dio, una nazione, una bandiera. Era impensabile costruire la moderna civiltà parlando solamente di cose tangibili come i laghi, i fiumi, i leoni, gli alberi…

L’immaginazione è una grande risorsa che l’uomo ha a propria disposizione. È la capacità di rappresentare cose che non sono presenti.

L’immaginazione è un’attitudine innata, che abbiamo tutti, anche se in alcuni casi è poco sviluppata.

Con il training mentale possiamo accrescere e migliorare la nostra capacità di immaginare, che ci permette di realizzare i nostri bisogni, di crescere, realizzarci.

Se anche tu senti il bisogno di allenare un po’ di più questa dote, chiamami o scrivimi, sarò felice di iniziare un percorso insieme a te.