Il corpo come oggetto da esibire, come puro “arnese” per soddisfare il nostro ego, ci prendiamo cura di lui solo per apparire belli agli occhi degli altri, per strappare uno sguardo, un complimento per saziare la nostra vanità.

Lo sottoponiamo ad estenuanti allenamenti per esibire la nostra forza, lo depiliamo, lo detergiamo, lo idratiamo, per indurci a pensare che ci prendiamo cura di lui, che siamo sempre in contatto con le esigenze del nostro corpo, invece stiamo soltanto nutrendo il nostro ego.

Stiamo usando il corpo solo come uno strumento al servizio della nostra mente.

Non ci piace farci governare dal nostro corpo, dalle sue esigenze, noi siamo più forti, abbiamo altro da fare che assecondare i suoi capricci: mal di testa, bruciori allo stomaco, raffreddore.

Non abbiamo tempo da perdere, sono cose da niente, che si risolvono con una pillola in pochi secondi, giusto il tempo di ingerirla e fare entrare in circolo i principi attivi ed eccoci pronti, più forti di un leone a rincorrere ed incrementare il nostro stress.

Imparare a fermarci per ascoltare i segnali che ci invia il nostro corpo è vitale per vivere un’esistenza piena di benessere.

Siamo in continua ricerca del benessere, dello stare bene, della felicità. Con chiunque parlo, mi dice che ha come scopo l’essere felice, il godere di una buona salute, insomma, di stare bene. Eppure non diamo ascolto all’unico congegno in nostro possesso per raggiungere questi traguardi: il corpo.

Non è facile riuscire ad interpretare i suoi bisogni, perché nel mondo occidentale non siamo abituati a dialogare con il nostro corpo per cercare di esaudire i suoi bisogni.

Il nostro corpo è dotato di una sua intelligenza, che spesso viene prevaricata dalla presunzione della nostra mente che crede di sapere tutto. 

Ti è mai capitato di rimanere da solo/a in casa senza sapere cosa fare e appena la noia si è presentata davanti al tuo cospetto ti sei alzato/a e hai cominciato a svaligiare la dispensa o il frigo o perché no, entrambe?

Oppure di essere oberato/a di lavoro da non riuscire a capire da che parte sei girato/a, perché hai tremila scadenze tutte per la giornata in corso, e ti sei ritrovato/a stanco/a morto/a la sera senza accorgerti che il tempo passava e senza aver ingerito neanche un bicchiere d’acqua perché non avevi tempo?

Bene, sono situazioni che nel bene o nel male abbiamo attraversato tutti almeno una volta nella vita.

In entrambi i casi, al tuo corpo hai messo un bel bavaglio e ti sei fatto guidare esclusivamente dalla tua testa, e non gli hai permesso di esprimere le sue esigenze.

Nel primo caso non era il tuo corpo ad inviarti i segnali della fame, altrimenti non avresti svaligiato la dispensa, non ha bisogno di quello. Lui ti invia segnali per farsi nutrire, quindi non ci pensa nemmeno a dirti che ha voglia di patatine, merendine o qualsiasi altra schifezza tu abbia potuto ingurgitare, perché è consapevole che lo danneggerebbero.

In quelle occasioni è la mente che invia segnali perché ha bisogno di occupare il tempo.

Nel secondo caso, il tuo corpo gridava invano che per proseguire a quei ritmi aveva bisogno di energia, aveva bisogno di rifornimento, ma la tua testa troppo indaffarata a dimostrare di essere un supereroe lo metteva a tacere, lo sovrastava con il suo ego, perché era occupata a svolgere mansioni più nobili e non aveva tempo di ascoltare i piagnistei di un corpo egoista che non sa fare altro che lamentarsi.

Abbiamo elevato barriere talmente alte tra la mente ed il corpo, che non riescono più a comunicare tra loro.

Abbiamo messo talmente tanta distanza tra queste due parti da permettere all’una di non riconoscere le esigenze dell’altro.

Inverosimilmente siamo tutt’uno completamente separati.

Le classi di esercizi di Bioenergetica possono essere considerati una via diplomatica che apre la strada al dialogo tra queste nostre due identità separate, in modo da andare incontro alle nostre esigenze e sciogliere le tensioni procurateci dallo stress.

Essere in grado di comunicare con il nostro corpo ci permette di organizzare meglio la risposta al sovraffaticamento perché saremo capaci di riconoscere meglio i segnali del superamento del limite.

Imparare ad ascoltarsi passa attraverso due momenti essenziali: sciogliere le tensioni muscolari per far si che l’energia riprenda a scorrere liberamente e riprendere possesso dell’ampiezza del nostro respiro, che è la funzione più importante per la nostra sopravvivenza.

Le classi di esercizi di Bioenergetica, attraverso un lavoro regolare con il corpo, ci fanno fare esperienza con quello che accade in quest’ultimo, offrendoci l’opportunità di prendere dimestichezza con le nostre vere esigenze, rispettando il sentire del corpo, quindi rispettando noi stessi.

Attraverso la partecipazione costante alle classi di Bioenergetica impariamo a dirigere l’attenzione sul corpo, su ciò che accade e sulle sue sensazioni, compiendo i primi passi verso il proprio benessere.

Usando un’espressione di Alexander Lowen le classi di esercizi di Bioenergetica: “promuovono il piacere di essere vivi!”